Lunedì 15 dicembre – ore 20.45
Lettura di Parte I, Capitolo I, pp. 23-37: il limite come soglia
A/ Un percorso in quattro tappe:
– la vita domanda di capire: ciò che sta oltre noi, oltre le nostre possibilità è spazio di conquista, terra che fa paura, un ignoto senza importanza…?
– la vita domanda di scegliere in nostro modo di posizionarci: rispetto a ciò che sta oltre noi, violenza o attenzione, tentativo di annettere al nostro io, o di entrare in atteggiamento di rispetto, di sguardo profondo, di “contemplazione”?
– la vita domanda di maturare: l’esperienza del limite può svelarcene il senso, sollecitando il nostro io, il nostro mondo di desiderio, a diventare “ospitale”; a apprendere che “la vita è dono da condividere, una grazia da celebrare” (p. 33)
– la vita mette alla prova: il limite può presentarsi come “perdita”, come fallimento, come vuoto che non si può riempire. Ci tocca un silenzio che può diventare entrata in una profondità insospettata, che ci fa capaci di comprensione e di amore. Ciò che non sapevamo e fa paura lo sperimentiamo come luogo di incontro.
B/ Per rileggere in noi e tra noi la proposta, per condividerla:
– Abbiamo trovato qualcuna di queste tappe nella nostra vita? Che cosa ci ha fatto più difficoltà, che cosa/chi ci ha più aiutato?
– Dove a noi sembra di essere chiamati oggi, singolarmente e come comunità cristiana, a fare particolare attenzione? Che cosa potrebbe voler dire per noi che “l’attenzione è una forma di preghiera” (p. 27), o anche che pregare è un diventare attenti?